Periodo migliore
APR–MAG · OTT
La finestra più equilibrata per andare.

Quattro ore di volo da Roma per un paese che sembra molto più lontano: una città scavata nella roccia, un deserto che somiglia a Marte, e un mare in cui non si può affondare.
La Giordania secondo noi
C'è uno scarto strano, in Giordania, tra quanto è vicina e quanto sembra distante. Si parte da Roma dopo pranzo e si cena ad Amman. Eppure il giorno dopo si cammina dentro una gola di roccia rossa larga tre metri e alta cento, e in fondo compare una facciata scolpita nella pietra duemila anni fa.
È un paese piccolo che si attraversa in una settimana, e in quella settimana cambia tre volte pelle: le città romane del nord, il canyon di Petra, il deserto del Wadi Rum, e infine il Mar Morto, quattrocento metri sotto il livello del mare.
A Petra quasi tutti entrano dal Siq e vedono il Tesoro dopo venti minuti. Noi facciamo il contrario: partiamo da Piccola Petra e arriviamo camminando dall'alto, sbucando sul Monastero da un sentiero che percorrono in pochi. Il Tesoro lo si vede alla fine, dopo ore di cammino, e a quel punto ha un peso diverso.
Nel Wadi Rum dormiamo due notti in un campo tendato beduino: cena con chi ci vive, tè caldo, e un cielo che a quelle latitudini, senza una luce intorno, fa un effetto che non si dimentica.
È un viaggio con un ritmo sostenuto e una componente fisica reale: il trekking di Petra è lungo, il tour in jeep nel Wadi Rum dura un'intera giornata, e nel campo tendato le comodità sono quelle di un accampamento nel deserto. Non è adatto a chi ha difficoltà di deambulazione.
In cambio la Giordania è uno dei paesi più sicuri e accoglienti della regione, e concentra in pochi giorni cose che altrove richiederebbero viaggi separati.
«Del Wadi Rum ricordo il silenzio. Non c'è un rumore, non una luce. Solo il tè dei beduini ed un numero di stelle che non pensavo esistesse.»
4 ore
il volo da Roma: è il paesaggio più diverso dall'Europa che si raggiunge in una mattinata
430 metri
sotto il livello del mare: il Mar Morto è il punto più basso della terraferma, e ci si galleggia senza sforzo
2 notti
nel campo tendato beduino del Wadi Rum, cena con chi ci vive e cielo senza una luce artificiale
8 km
il trekking da Piccola Petra al Monastero: si arriva dall'alto, dal lato che quasi nessuno percorre
La Giordania ha due nemici opposti: il caldo estivo e il freddo invernale. Nel Wadi Rum d'estate si superano i quaranta gradi, mentre a gennaio a Petra può nevicare e le notti nel deserto scendono vicino allo zero. Le mezze stagioni sono la finestra giusta, e non è un dettaglio: quasi tutte le esperienze del viaggio si fanno all'aperto.
Periodo migliore
APR–MAG · OTT
La finestra più equilibrata per andare.
Buono
GIU–LUG · SET · NOV–MAR
Possibile, con clima più variabile e qualche pioggia da mettere in conto.
Da valutare
AGO
Stagione difficile: si costruisce solo con più attenzione al ritmo.
Primavera e autunno sono i periodi in cui tutto funziona: giornate calde ma sopportabili, notti fresche nel deserto, e nessun rischio di dover accorciare il trekking per il caldo. Luglio e agosto sono da evitare — nel Wadi Rum e sul Mar Morto le temperature rendono le escursioni faticose e a tratti impraticabili. L'inverno non è impossibile, ma va scelto sapendo che a Petra può fare molto freddo e che dormire in tenda a dicembre è un'altra cosa.
Viaggi privati · Giordania
Stiamo mettendo a punto i nostri itinerari privati per Giordania. Raccontateci che viaggio avete in mente: vi scriviamo appena sono pronti.
La Giordania che trovate qui l'abbiamo percorsa prima di voi, con gli stessi sentieri e le stesse notti nel deserto. Sappiamo quali giornate valgono la fatica e quali si possono togliere.