Serve il visto per andare in Cina? La situazione aggiornata
Dal 2024 gli italiani entrano in Cina senza visto per soggiorni fino a 30 giorni. Cosa serve davvero, fino a quando vale l'esenzione e chi invece il visto deve ancora richiederlo.
La risposta breve: no, i cittadini italiani non hanno bisogno del visto per andare in Cina se il soggiorno non supera i trenta giorni ed è per turismo, affari, visite a familiari o amici, scambi culturali o transito. Serve solo il passaporto.
È una novità recente e ancora poco conosciuta, che ha cambiato completamente l'accessibilità del paese: fino a pochi anni fa il visto cinese richiedeva pratica, documenti e tempi di attesa. Oggi si parte come si partirebbe per la Thailandia.
Cosa serve davvero per entrare
- Passaporto ordinario con almeno sei mesi di validità residua dalla data di ingresso
- Biglietto di ritorno o di proseguimento verso un altro paese
- Prenotazione dell'alloggio per il periodo del soggiorno
Biglietto e prenotazione non sono sempre richiesti al controllo, ma possono esserlo: conviene averli a portata di mano in formato digitale.
Fino a quando vale l'esenzione
La misura è unilaterale e a termine: la Cina l'ha introdotta e poi prorogata più volte. L'attuale proroga vale fino alle ore 24 del 31 dicembre 2026.
Questo significa due cose. La prima è che chi parte entro quella data non deve fare nulla. La seconda è che chi pianifica un viaggio oltre quel termine deve verificare se la politica sarà stata ulteriormente prorogata: finora è successo ogni volta, ma non è automatico.
Come ci muoviamo noi Nei nostri viaggi in Cina verifichiamo la situazione documenti per ogni partenza e vi diciamo esattamente cosa serve. Se le regole cambiano, ve lo comunichiamo prima che diventi un problema.
Chi il visto deve comunque richiederlo
L'esenzione copre i soggiorni brevi per motivi personali o commerciali. Restano fuori:
- Chi si ferma più di trenta giorni
- Chi va a lavorare in Cina, anche temporaneamente
- Chi va a studiare
- I tecnici inviati per assistenza su impianti e macchinari
In tutti questi casi il visto va richiesto prima della partenza attraverso il centro visti competente.
La carta d'arrivo digitale
Un'altra novità che semplifica l'ingresso: il modulo cartaceo che si compilava in aereo è stato sostituito da una carta d'arrivo digitale, compilabile online prima di atterrare. È già attiva nei principali aeroporti, tra cui Pechino e Shanghai.
Compilarla in anticipo fa risparmiare tempo ai controlli, che negli scali maggiori possono essere lunghi.
Il transito senza visto
Esiste anche una formula separata per chi è solo di passaggio: chi transita verso un paese terzo può fermarsi in Cina fino a 240 ore, cioè dieci giorni, senza visto. Vale in decine di porti d'ingresso e richiede un biglietto di proseguimento confermato.
È utile a chi ha uno scalo lungo e vuole trasformarlo in una tappa vera invece che in un'attesa in aeroporto.
Cosa controllare prima di partire
Le regole d'ingresso cambiano, e nessun articolo sostituisce la fonte ufficiale. Prima della partenza conviene sempre verificare sul sito dell'Ambasciata cinese in Italia o sul portale della Farnesina, soprattutto se il viaggio è pianificato con molti mesi di anticipo.
La Cina è diventata uno dei paesi più semplici da raggiungere in Asia, e quasi nessuno se n'è accorto. È probabilmente il motivo migliore per andarci adesso.
Domande e risposte
Le domande che ci fate più spesso
Quanto deve essere valido il passaporto?
Almeno sei mesi dalla data di ingresso in Cina. È il requisito che fa saltare più partenze: controllatelo appena decidete di partire, non la settimana prima.
L'esenzione vale anche per Hong Kong e Macao?
Sono regimi separati con regole proprie. Se l'itinerario le include, vanno verificate a parte.
Posso entrare più volte nello stesso periodo?
Sì, l'esenzione si applica a ogni ingresso, purché ciascun soggiorno resti entro i trenta giorni.
Cosa succede se resto più di trenta giorni?
Serve il visto, richiesto prima della partenza. L'esenzione non è estendibile una volta arrivati.
Serve un biglietto di ritorno?
È buona norma averlo, insieme alla prenotazione dell'alloggio: possono essere richiesti al controllo frontiera.
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